L’ ASINO CHE CURA

CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI 
13/16 dicembre Castiglione d’Otranto 

“L’asino che cura” mira a rifondare la relazione uomo- animale, per agevolare, in particolare, la socializzazione di persone affette da disturbo psichico e minori a rischio.

Intende farlo formando correttamente i volontari nella gestione del rapporto con l’asino, animale che si presta, grazie alla sua mansuetudine, ad attività assiste con finalità di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione.

Il progetto, sostenuto dal Csv Salento e Istituto Oikos – progetto Costruttori di Futuro, è ideato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con il supporto della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo e la collaborazione di Isde Lecce, GUS – Gruppo Umana Solidarietà, Auser Ponte Andrano-Castiglione, coop. Casa delle Agriculture.

Il corso, articolato in lezioni teoriche e laboratori pratici, si terrà dal 13 al 16 dicembre a Castiglione d’Otranto (LE), nelle sedi associative, secondo il calendario allegato.

La formazione è affidata a docenti altamente qualificati: Patrizia Ponzio, ricercatrice del Dipartimento di Scienze veterinarie di UniTorino, coadiutore dell’asino afferente al Centro Referenza Nazionale per gli IAA (Interventi assistiti con animali); Claudia Mariani, dottoranda di ricerca presso UniTeramo, esperta in gestione, avvicinamento, approccio e trattamento degli equidi; Augusto Carluccio, preside della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo; Maurizio Caputo, medico veterinario e dottorato PhD UniTeramo; Maria Lucia Santoro, pediatra, referente provinciale per il settore Ambiente della Federazione italiana Medici Pediatri e per il Creis (Centro ricerca europeo per l’innovazione sostenibile), medico Isde (associazione medici per l’ambiente); Rosario Surano, psicomotricista funzionale, team teach e tecnico del comportamento rbt.

 

La formazione per i volontari serve non per sconfinare in campo sociosanitario, ma per promuovere il miglioramento della qualità della vita di diversamente abili e la corretta interazione uomo-animale, che com’è noto costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali. Tra l’altro, il Comitato nazionale per la bioetica annovera la Pet Therapy fra le “co-terapie”, che si affiancano alle terapie riabilitative accreditate e rappresentano “un’ipotesi di lavoro che attende adeguate verifiche con metodologia scientifica”. Proprio per questo è cruciale la collaborazione con Isde ai fini di un monitoraggio degli effetti sui beneficiari del percorso intrapreso. Importante è, poi, il coinvolgimento attivo degli anziani (con la collaborazione di Auser), memoria storica del rapporto con gli asini nel contesto salentino e agevolatori di inclusione sociale.
E’ necessaria l’iscrizione preventiva al corso (che non rilascia crediti formativi) entro il 10 dicembre, perché i posti sono limitati per esigenze organizzative (i contatti sono riportati in basso).
coop casa delle agriculture
L’innovazione del progetto
“L’asino che cura” è un progetto che si intende realizzare nell’ambito di una delle linee d’azione principali di Casa delle Agriculture, “La terra che cura”, che raccoglie le attività di inclusione sociale di soggetti deboli portate avanti dall’associazione attraverso strumenti e metodi propri del contesto rurale di riferimento.“La terra che cura” ha già prodotto, ad esempio, un protocollo d’intesa con le cooperative sociali L’Adelfia e Harka, favorendo l’inclusione nella società dei loro assistiti con disabilità psichiatrica e disturbo dello spettro autistico. Nel corso delle attività già svolte, ci si è accorti che serve affinare la formazione dei volontari in questo campo, poiché gli asini si prestano al ruolo di facilitatori della comunicazione in quanto portatori di straordinaria affettività, capaci di condivisione emotiva. Lo abbiamo appreso sul campo: Casa delle Agriculture è affidataria, infatti, di tre esemplari di asini di Martina Franca, concessi dalla Regione Puglia proprio ai fini di un impiego in ambito sociale: sono i nostri Achille, Ettore ed Enea.
L’innovazione del progetto sta nel voler creare un modello inedito di inclusione in aree rurali, il cui mondo è caratterizzato da forme di solidarietà, reciprocità e mutuo aiuto, in cui l’agricoltura ha da sempre svolto anche una funzione sociale. E’ noto che la reputazione delle comunità rurali si è alimentata anche della capacità di dare valore e dignità alle persone in condizioni di dipendenza o portatrici di singolari particolarità, tra cui i disturbi mentali. Anche nei contesti urbani, si è spesso tentato di rimediare al disagio mentale attingendo dalle risorse del mondo rurale. “L’asino che cura” vuole trasformare due punti di debolezza (disabilità e marginalità rurale) in un’esperienza forte di welfare e innovazione sociale, rigenerando i valori immateriali umani, ma anche ambientali, che oggi sono alla base anche della riscoperta della ruralità.
Calendario
(Nb: in corsivo sono riportate le lezioni riservate solo a volontari stranieri, con traduzione in inglese e arabo; le altre lezioni sono tenute in lingua italiana)
13 dicembre, h 15.30-20, Ex scuola elementare di Castiglione
Saluti e presentazione del corso (15.30-16)
Introduzione al corso (lezione in comune)
L’altra abilità mentale e gli stimoli dell’ambiente (con Surano, 16-17);
Perché l’asino (con Carluccio, 17-17.30)
L’asino nel bacino del Mediterraneo (con Caputo, 17.30-18)
Un asino per collega. Scelta del soggetto migliore per un ottimo lavoro di squadra (con Mariani, 18-20)
14 dicembre, h 9-12, Forno di comunità di Castiglione in via Vecchia Lecce
Laboratorio con interprete per volontari stranieri:
Laboratorio- Un asino per collega (Con Mariani)
14 dicembre, h 15- 20, Ex scuola elementare di Castiglione
Autismo e stimoli esterni: gli animali che comunicano con piccoli e grandi (con Santoro 15-16.30)
Come creare una squadra vincente. Chi ben comincia è a meta dell’opera (Con Mariani, 16.30-20)
15 dicembre, h 9- 13.30/15-19, Ex scuola elementare/forno di comunità
Lezione+laboratorio con interprete per volontari stranieri:
Lezione- Progetti di riabilitazione equestre in ambito psichiatrico (con Mariani 9-11)
Laboratorio– Gli asini di Martina Franca visti da vicino: caratteristiche e attitudini (con Caputo 11-13)
In italiano:
Laboratorio- Gli asini di Martina Franca visti da vicino: caratteristiche e attitudini (con Caputo 9-11)
Laboratorio- Un asino per collega (con Mariani, 11-12)
Lezione- Interventi Assistiti con gli animali obiettivi e finalità (Con Ponzio, 12-13.30)
Pausa pranzo (pranzo del contadino organizzato da Casa delle Agriculture)
“Fondamenti e caratteristiche nella relazione Uomo–Animale nel rispetto del benessere” (con Ponzio, 15-19)
16 dicembre, h 9- 12, Forno di comunità
Laboratorio – Gestione dell’asino nel rapporto con persone affette da disabilità mentale (9-10.30)
Dinamiche di gruppo (10.30-12)
Info: Tel/Whatsapp: 348/5649772; fb Casa delle Agriculture Tullia e Gino
Annunci

Chi semina utopia raccoglie realtà, sesta edizione

composizione POP EV LC2SEMINA COLLETTIVA DI CEREALI ANTICHI E DI MISCUGLI – 6a edizione

Domenica 11 novembre, 2018

Via Vecchia Lecce, Zona Curteddhra, Castiglione d’Otranto (LE)

Programma:
> H 10.00 – Forno di Comunità
Inforniamo! Laboratorio di biscotti con farine di grani antichi a cura diHarka Coop.Soc.

> H 11.00
Spighe e chicchi: trova le differenze!
Lezione per bambini con l’agronomo Gigi Schiavano.

> H 11.30
Inaugurazione del murales dedicato a Rocco Scotellaro realizzato daSWIM Liberi di Nuotare e L’Adelfia Società Cooperativa Sociale Onlus

> H 11.45
Sai cosa acquisti? Ecco come si legge un’etichetta.
A cura di Giuseppe Piccinno, biologo nutrizionista Lega Tumori LILTLecce.

> H 12.30
Semina a spaglio di cereali antichi con gli anziani dell’ass. Auser “Ponte Andrano-Castiglione”.

> H 13.00
Pranzo del contadino e musica popolare in onore di San Martino.
(Si raccomanda di MUNIRSI DI STOVIGLIE DA CASA, per ridurre l’impatto dell’evento sull’ambiente).

Per info: 348 564 9772 / 335 648 7504.

Vi aspettiamo domenica 11 novembre a Castiglione d’Otranto, in via Vecchia Lecce (zona Curteddhra).

 

Notte Verde: agriculture, utopie e comunità 2018

notte-verde-pieghevole-fronte

Preludi (Area Trice) 28-30 agosto
La Marcia del Seme
Dopo un incontro serale a Melpignano sull’identità il 27 agosto, il 28 la marcia parte da lì: 50 km in cammino, raccogliendo e custodendo i semi della nostra biodiversità. La prima tappa termina a Otranto, a Punta Palascia. La seconda, il 29 agosto, giunge al Centro Canali di Ortelle, gestito da Espero. Il 30 l’arrivo a Castiglione d’Otranto. Da un’idea del Parco regionale Costa Otranto-Leuca-Bosco di Tricase e dell’associazione Albero Maestro, con l’organizzazione operativa di Made for Walking.
Visite guidate in tutti e tre i giorni
h 20/23- “Te lo diamo noi il mulino”: il mulino di comunità, a cura di Metamor Architetti Associati e Parco dei Paduli
h 20/23- “Il rifugio degli animali”: la fattoria didattica in bioedilizia, a cura di Free Home University
Degustazioni dai campi della Restanza
La cultura culinaria di contadini, massaie, pastori, allevatori salentini, rivisitata con cura e amore dalla cooperativa Casa delle Agriculture
Martedì 28 agosto
h 18.45/20.45- Laboratori:
– “L’ospitalità degli uccelli” (Parco Renata Fonte): rural street art, a cura di Nikolay Oleynikov, artista e attivista di Chto Delat (San Pietroburgo, Russia). Con Gus-Gruppo umana solidarietà, Free Home University, Musagetes (Canada)
– “Parla come mangi”: laboratorio di scrittura e lettura rurale, a cura di Luisa Ruggio, scrittrice e giornalista (contributo: 20 euro per tre giornate. Tel. 348/5649772)
– “Cosmesi casalinga, segreti di bellezza in cucina”: come riconoscere i cosmetici naturali di qualità e autoprodurli con gli ingredienti della dispensa, a cura di Simone Dimitri, laboratorio artigianale di cosmesi naturale Mirodìa (contributo: 10 euro, minimo 15-massimo 25 partecipanti. Tel. 335/6487504)
– “W l’ecoaltalena”: costruzione di un’altalena in canne di bambù, a cura di Officina Ing. Tarantino e Suhdstudio
h 21- “Il diritto al cibo come strumento di democrazia”: Lectio Magistralis del prof. Michele Carducci, docente di Diritto Costituzionale comparato UniSalento
h 21.30- “Cerealicoltura di qualità: il futuro è nelle spighe antiche”: dialogo con Gabriele Bindi, autore di “Grani antichi” e giornalista di Terra Nuova, e Francesca Casaluci, Rete Salento Km0
h 22.30- “Vento di Soave: incontro con il regista Corrado Punzi e proiezione del film vincitore a “Hot Docs Canadian International Documentary Festival” di Toronto
Mercoledì 29 agosto
h 18.45/20.45- Laboratori:
– “L’ospitalità degli uccelli” (Parco Renata Fonte): rural street art, a cura di Nikolay Oleynikov, artista e attivista di Chto Delat (San Pietroburgo, Russia). Con Gus-Gruppo umana solidarietà, Free Home University, Musagetes (Canada)
– “Parla come mangi”: laboratorio di scrittura e lettura rurale, a cura di Luisa Ruggio, giornalista e scrittrice (contributo: 20 euro per tre giornate)
– “Benessere secondo natura, i semplici rimedi della tradizione erboristica”: preparazione di un oleolito da pianta fresca e secca, composizione di olio da massaggio e unguento balsamico, a cura di Simona Panico, Erborista ricercatrice, master in Fitoterapia presso Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze (contributo: 10 euro; massimo 25 partecipanti. Tel. 335/6487504)
– “Apicoltori si diventa”: laboratorio di costruzione di arnie kubo, arnie nomadismo, melari, cassettini/portasciami, telaini nido e melario, a cura di Beehouse
h 21- “L’economia del cibo come infrastruttura del territorio”: conversazione con Paola Zappaterra, Arvaia- Cooperativa di contadini e cittadini di Bologna; Silvia Innocenti, Comunità del Cibo della Garfagnana (Toscana); Valentina Avantaggiato, vicesindaca del Comune di Melpignano.
h 22.30- “Muttura”: rifiuti interrati al centro del teatro ambientale. Una produzione ALIBI_artisti liberi indipendenti. Spettacolo di Walter Prete, regia di Gustavo d’Aversa, con Gustavo d’Aversa e Patrizia Miggiano
Giovedì 30 agosto
h 18.30- La Marcia del Seme arriva a Castiglione. Alle 19, incontro finale sulla coralità.
h 18.45/20.45- Laboratori:
– “L’ospitalità degli uccelli” (Parco Renata Fonte): rural street art, a cura di Nikolay Oleynikov, artista e attivista di Chto Delat (San Pietroburgo, Russia). Con Gus-Gruppo umana solidarietà, Free Home University, Musagetes (Canada)
– “Parla come mangi”: laboratorio di scrittura e lettura rurale, a cura di Luisa Ruggio, scrittrice e giornalista (contributo: 20 euro per tre giornate)
– “Le piante officinali mediterranee: proprietà farmacologiche, raccolta, estrazione e utilizzo domestico”, a cura di Bruno Vergani, erborista preparatore, dal 1980 al 2017 titolare del laboratorio erboristico“Il Gelso” di Ostuni (Br) (contributo: 10 euro; massimo 25 partecipanti. Tel. 335/6487504).
– “Il mais ottofile macinato a pietra naturale: perché è migliore quello pugliese”, dal mulino a pietra l’estrazione della farina da polenta; benefici per salute e ricette. Con intervento di Vittorio Mattioli, esperto di alimentazione e oncologo del Policlinico di Bari. A cura di Fondazione Agriculture (Castellana Grotte)
h 21- “Pesticidi, bando alle ciance: rischi sanitari e alternative per la fertilità”: dialogo con Patrizia Gentilini, oncologa e responsabile Ufficio Presidenza Isde Italia, e Nico Catalano, referente Aiab Puglia e Firab (Fondazione italiana per la ricerca in Agricoltura Biologica e biodinamica)
h 22.30- “Canti di terra e di lotta: concerto a cura del “Coro Antonella Giorgiani” di Castiglione d’Otranto.
VENERDI 31 AGOSTO: La lunga notte
h 19.15- “Contadini di tutto il mondo, unitevi!– Inaugurazione Collezione comune di arte muraria, realizzata nel Parco Renata Fonte da Nikolay Oleynikov con i rifugiati del Gus, Frank Lucignolo, Swim-Liberi di nuotare. Saluti istituzionali.

h 20.30- “Le nuove vie della restanza. Territorio, economie rurali, alleanze di comunità”, dialogo d’apertura con Angelo Salento, presidente onorario Notte Verde 2018, e Alberto Magnaghi, Professore Emerito dell’Università di Firenze e fondatore della “Scuola territorialista italiana”

Il mulino di comunità
h 20/01- “Te lo diamo noi il mulino”: visite guidate al mulino di comunità, a cura di Metamor Architetti Associati e Parco dei Paduli
La via degli asini
Salviamo l’asino di Martina Franca! I nostri Ettore, Achille ed Enea si lasceranno guardare e accarezzare.
“Elogio all’asino”, mostra curata dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo
h 21.30- “Altro che ciuchini: l’importanza degli asini, la relazione con gli uomini”, conversazione tra Augusto Carluccio, preside Facoltà Medicina Veterinaria UniTeramo, e Alessandra Pomarico, Free Home University
h 22.30- Il latte d’asina diventa sapone: laboratorio di trasformazione con Maurizio Caputo, medico veterinario

I nostri asini di Martina Franca
La via del turismo sostenibile e responsabile
Il turismo spazzatura non ci appartiene. Il turismo può e deve avere un’etica. Sostenibilità, accessibilità e responsabilità sono l’altro modo per far fruire il territorio a viaggiatori e vacanzieri, rispettando tutti. A cura di Itaca, Poiesis Laboratorio accessibile, Infopoint Turismo Castro, La Scatola di Latta e Giovani in Movimento per il Salento.
h 21.15- “Ilustrabocchi, semini ambientali e pillole filosofiche nella Scatola di Latta”: Laboratorio per bambini
h 22.15- “Turismo sostenibile, avanti tutti, dialogo con Giorgio Menchini, presidente Cospe Onlus; Roberto Guido, autore de La ciclovia dell’Acquedotto; Marta Vignola, ricercatrice Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo UniSalento e rete Itaca Salento
La terra che cura
Le esperienze di agricoltura sociale, l’integrazione grazie alla terra: mostre, bioconvivio, letture, percorsi sensoriali. Con L’Adelfia, Harka, Swim, Coltiva Te Stesso (Centro Diurno – C.S.M. Campi S.na ASL Lecce), L-otto Onlus, Ucca d’ape-Laboratorio hobbistico di apicoltura sociale della coop. Mettere Le Ali Onlus
h 21- Tra le erbe aromatiche: laboratorio sensoriale a cura di Coltiva Te Stesso
h 21.15 e h 22.30- Biscotti, che passione: laboratorio dolciario con farine di grani antichi, a cura di coop. Harka
h 21.45- “Ambiente e autismo: cause, diagnosi precoce, approcci terapeutici”, dialogo con M.Grazia Serra, presidente Isde Taranto; Flavia Lecciso, ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo-Dipartimento Storia Società e Studi sull’Uomo, UniSalento; Chiara Pellegrino, psicologa e psicoterapeuta-coop. L’Adelfia.
h 22.30- Mosaico e fantasia, laboratorio a cura di Swim-Liberi di nuotare
h 22.30- Nuova vita alle stoffe da riciclo, laboratorio di cucito a cura del centro diurno don Tonino Bello di Andrano

Il percorso sensoriale di Coltiva te stesso
Corte delle erbe
Il mondo delle piante officinali e medicinali: erboristeria tradizionale, fitoterapia, cosmesi naturale, tintura vegetale dei tessuti, coltivazione in permacultura, enti di tutela e promozione.
h 22- “In campo con le officinali: un settore dalle innumerevoli virtù”, dialogo con Andrea Primavera, presidente Fippo (Federazione Italiana Produttori di Piante Officinali), e Simona Panico, erborista e ricercatrice
22.30- “I protagonisti della corte delle erbe si raccontano
Strada della vita
L’apicoltura come pratica essenziale: il magico mondo della danza delle api, tecniche e segreti dell’apicoltura, degustazioni di miele, mostra di piante mellifere.
h 21.15- Laboratorio di smielatura per piccini, a cura di Arap
h 21.45- “La rivoluzione delle api- Come salvare l’alimentazione e l’agricoltura del mondo, presentazione del libro con le autrici Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga
h 22- Laboratorio di autocostruzione di un’arnia in legno, a cura di Beehouse
h 23- Laboratorio di smielatura per adulti, a cura di Arap
Strada della Canapa
È il laboratorio diffuso dedicato alla canapa, per scoprire le sue tante declinazioni: alimentare, tessile, bioedilizia, artigianato. Anche per sfatare miti e leggende su una pianta straordinaria
h 21.30- Agroedilizia, il futuro è qui: laboratorio curato da Marina Leuzzi
h 21.30- I gioielli con corda di canapa, laboratorio creativo
h 22- “Nonna Canapa” si racconta ai bambini
h 22.30- “La sativa che ti aiuta, dialogo con Andrea Trisciuoglio, ass. La Piantiamo; Alberico Nobile, deepGreen; Alfredo Tundo, I Terpeni della Canapa; Cinzia Citti, chimica farmaceutica della Canapa; Felice Spaccavento, medico anestesista Asl Bari; Rachele Invernizzi, South Hemp e Federcanapa
La terra che gioca
Laboratori per grandi e piccini, una ludoteca con lo sguardo al cielo e i piedi ben piantati per terra. L’arte del gioco, della creatività, della relazione.
Strada dell’artigianato
Una selezione delle realtà artigianali di qualità del territorio, etiche ed ecologiche, unita ai saperi dei Paesi di provenienza dei migranti ospitati nei Cas e Sprar Seyf e Gus.
Strada dei coltivatori di cambiamento
Salvatori di semi, di varietà antiche e delle loro storie: è la rete, coordinata da Salento Km0, dei Coltivatori di Cambiamento, fatta delle esperienze straordinarie di piccoli agricoltori, pastori e apicoltori, che ogni giorno producono il cibo che fa bene. Per conoscere ogni singola realtà, è allestita la Biblioteca Vivente.

I coltivatori di cambiamento
Strada della biodiversità
Grande mostra pomologica dei frutti minori del Parco Costa Otranto- S.Maria Leuca ed altra biodiversità agraria del Salento, nell’ambito del progetto “Biodiversità in rete”;
Cereali del Mediterraneo: le varietà cerealicole coltivate dalla coop. Casa delle Agriculture;
I doni della Marcia del Seme: dopo 50 km di cammino, ecco i semi portati in dote alla Notte Verde;
Lo scambio dei semi: divulgazione, scambio, acquisto di semi, a cura dell’associazione Ausapieti.
h.22.30 “Stare sul confine”  proiezione del di Tommaso Faggiano, 65′
Strada dell’agricoltura naturale
Il recupero di varietà d’eccellenza, la loro coltivazione con metodi rigorosamente naturali e senza l’uso di chimica, la reintroduzione sulle tavole di prodotti storicamente salentini. È la sfida di decine di agricoltori che popolano questa strada.
Strada del ponte generazionale
Degustazioni, racconti, confronti nella staffetta temporale tra le generazioni. Protagonisti i tenaci nonni della nostra comunità, membri dell’associazione Auser Ponte Andrano-Castiglione.
La corte dei Pani
La valle della Mezzaluna fertile, la Siria e l’Africa di deserto e conflitti: il pane come strumento per la conoscenza dell’altro e di fratellanza. Un’esperienza multisensoriale, in cui i beneficiari degli Sprar del Gus e le signore dell’Auser metteranno “le mani in pasta” attorno a un forno collettivo. Mostra fotografica “I pani del mondo”
La via della Restanza nella cucina collettiva
“Restare è un’arte, un’invenzione”: la Restanza a Castiglione porta il nome della coop. Casa delle Agriculture e dell’omonima associazione. Con loro sono rinati campi abbandonati, il forno, il mulino, il rifugio degli animali, il vivaio della biodiversità. Soprattutto, è rinata una cultura contadina. Un percorso intenso declinato in una via del cibo con cucina collettiva, per assaggi o cena completa che rivisitano l’arte culinaria di contadini, massaie, pastori, allevatori.

Notte Verde è evento Ecofesta e ad alta sostenibilità ambientale
I luoghi delle interazioni culinarie
Trattoria Vardaceli, Pizzeria Pirumafru, McFlo’, Chiosco Bar SoleLuna, Alimentari Ingletto, Punto Market Gam
Sono veri e propri presidi del gusto: un importante protocollo di intesa firmato dai ristoratori di Castiglione consente di degustare solo in questi punti ristoro piatti preparati con prodotti organici e locali provenienti dalla rete dei Coltivatori di Cambiamento, utilizzando esclusivamente stoviglie biodegradabili. Sono contrassegnati dal logo Notte Verde.
Musiche per la Terra
Il borgo sarà animato da musiche in acustico di Ciccio Zabini, Luca Ferraris, Giaspis, Luigi Botrugno, Eleonora Carbone, Les Trois Lézards, P40, Accademia Folk.
Solo a pedali, solo rock and roll”, dj Zolla ricorda Jessy Maturo: un palco alimentato a energia cinetica, grazie alla collaborazione dei visitatori che pedalano su biciclette da riciclo. La creazione fuori dal comune a cura di Lucio “Archimede” e Homar srl di Michele Arsieni.
La civiltà dei contadini
Il lavoro, l’ingegno, la cultura contadina del Salento nella mostra curata da Salvatore Rizzo e grazie alla disponibilità della Parrocchia San Michele Arcangelo di Castiglione.
L’alba pulita
h 3- Guanti, sacchi e palette, per la pratica della cura dei luoghi e l’esercizio della raccolta differenziata
Info: 348/5649772, fb Casa delle Agriculture Tullia e Gino, mail tizianacolluto@gmail.com

LA RESTANZA

Un film documentario di Alessandra Coppola

Screen Shot 2018-08-02 at 16.42.30

Restanza indica, un movimento, una tensione, un’attenzione; richiede pienezza di essere, persuasione, scelta, passione, non un pigro e inconsapevole stare fermi, un attendere muti e rassegnati.
Restanza richiede la volontà di guardare dentro e fuori di sé, per scorgere le bellezze, ma anche le ombre, il buio, le devastazioni, le rovine e le macerie, comporta riscoprire lil piacere della sosta, della lentezza, del silenzio, di un complesso e faticoso raccoglimento, stare insieme. (VITO TETI)

per saperne di più

Bilancio Casa delle Agriculture e Notte Verde.

IMG-20160614-WA0006Per approfondire: Angelo Salento / Bilancio Sociale

Il Salento meridionale è fra le aree italiane a maggior rischio di spopolamento. L’invecchiamento della popolazione è legato sia alla scarsa natalità, sia alla tendenza dei più giovani ad abbandonare il contesto locale. L’uno e l’altro fenomeno chiamano in causa la carenza di prospettive di lavoro, ma anche la difficoltà di accedere ai servizi fondamentali, a una base di benessere condiviso.

A quali condizioni è possibile restare o tornare in un contesto di questo tipo? Nel 2012 un piccolo gruppo di giovani di Castiglione d’Otranto, tutti con esperienze di lavoro e studio fuori sede, iniziò ad affrontare questo tema, scommettendo sul fatto che non soltanto l’agricoltura in senso stretto, ma la terra — o, meglio, la campagna — possano essere il luogo di una nuova prosperità, costruita non soltanto sul reddito e i consumi individuali, ma anche sul benessere condiviso, sulla qualità dell’ambiente vissuto e sul valore dei legami sociali. Decisero di affrontare la questione pubblicamente, con una manifestazione, la Notte Verde, che avrebbe accolto spazi di discussione, occasioni di intrattenimento, ma anche un’esposizione dei prodotti dell’agricoltura contadina.

Quest’anno la Notte Verde giunge alla settima edizione e oramai è divenuta una manifestazione partecipata da decine di migliaia di persone. Ancora più importante, però, è quel che avviene a Castiglione fra un’edizione della Notte Verde e la successiva. Quel gruppo di amici ha nel frattempo fondato un’associazione, la Case delle AgriCulture “Tullia e Gino”, che recentemente ha dato vita anche a una cooperativa. E, di anno in anno, sperimenta nuove attività nel solco di quell’approccio che sociologi ed economisti rurali, su scala europea, definiscono “neo-contadino”. Innanzitutto, ha rimesso a coltura, con metodi naturali, terreni disattivati, ottenendoli in comodato gratuito dai compaesani; ha reintrodotto varietà in via di abbandono (soprattutto cereali e pomodori); ha realizzato un “vivaio della biodiversità” in grado di riprodurre autonomamente un patrimonio biologico a rischio; ha dato vita a una Scuola di AgriCulture, che offre corsi di alto livello per chi desidera apprendere le tecniche dell’agricoltura e della pastorizia sostenibili; ha fondato un “gruppo di acquisto popolare”, che distribuisce i prodotti dell’agricoltura contadina; ha realizzato, in collaborazione con la cooperativa “L’Adelfia” di Alessano, uno spazio di agricoltura sociale destinato alla riabilitazione di pazienti; sta costruendo, grazie anche a un finanziamento regionale, un “mulino di comunità” che sarà un luogo di riferimento per quanti, nel circondario, intendono portare la loro produzione cerealicola a una molitura di altissima qualità.

Il capitale economico di partenza di tutte queste attività è estremamente limitato. Le risorse messe a valore, invece, sono il capitale ambientale, ovvero la qualità di una terra che può dare prodotti di pregio a chi la sa e la vuole lavorare con rispetto e dedizione; e il capitale sociale, ovvero l’insieme delle relazioni sociali sulle quali si può contare. Anche su questi fronti, in verità, Casa delle AgriCulture partiva dal nulla: niente terra, niente strumenti — se non un piccolo trattore del 1952 «che il nonno comprò dopo 25 anni di Svizzera», recentemente messo a nuovo con i proventi dell’attività — e l’insofferenza di chi non desiderava troppi scostamenti dalla sonnacchiosa routine del paese. Oggi la superficie agricola riattivata supera i 10 ettari e Casa delle AgriCulture è al centro di una rete di relazioni e collaborazioni molto vasta, non soltanto locale. A fronte di un investimento di capitale pressoché nullo, il valore sociale generato da queste attività — ancor prima che il loro valore economico — è molto alto. Certo, i protagonisti di questa storia operano ancora oggi in regime di “pluriattività”: si dedicano alla campagna, ma molti di loro non hanno abbandonato le professioni di giornalista, di operatore sociale, di impiegato e via dicendo. Qualcuno tuttavia già riesce a vivere, con sobrietà, del lavoro di questa nuova agricoltura, interpretando la campagna come uno spazio di quotidiana innovazione. A differenza di quanto avviene nei circuiti della grande distribuzione organizzata, che destinano la gran parte del valore aggiunto ai segmenti logistici e commerciali, nei mercati della nuova agricoltura il valore prodotto resta totalmente nel controllo dei produttori. Si aggiungano il vantaggi che ne scaturiscono per la collettività, dal momento che i nuovi contadini si fanno carico del lavoro di conservazione del patrimonio rurale — l’ambiente, il paesaggio, ma anche le risorse culturali e sociali dei borghi — che i grandi circuiti commerciali viceversa deteriorano. Una ricchezza, dunque, che resta nel territorio e produce benessere diffuso e duraturo.

La sfida da raccogliere, adesso, è quella di cambiare scala. L’esperienza di Casa delle AgriCulture — che fortunatamente non è isolata — ha mostrato che la campagna e la produzione agricola contadina possono dare enormi contributi al benessere e alla prosperità collettiva. Su questa base di partenza, il Salento può costruire un vero proprio sistema territoriale del cibo. Per una volta, non parliamo soltanto di branding e marketing territoriale, ma di un’architettura, anche istituzionale, che persegue più obiettivi: migliorare la qualità dell’alimentazione (a cominciare dall’educazione alimentare dei bambini in età prescolare), generare una politica economica territoriale fondata sulla qualità della produzione agricola e sulle altre attività che ruotano intorno alle campagne, rigenerare il tessuto rurale e il rapporto fra centri abitati e campagna, sostenere il reddito e la qualità della vita di quanti desiderano restare o tornare nel Salento. In altri contesti i lavori sono già iniziati. Il Salento non ha tempo da perdere, su questo fronte, perché ogni giorno subisce un’emorragia di popolazione giovane che le glorie del turismo di massa — un’industria pesante, non dimentichiamolo — non possono compensare. La Notte Verde sarà l’occasione migliore per discuterne pubblicamente, misurandosi con esperienze di alto livello.

Angelo Salento — Università del Salento

Notte Verde 2016, V edizione

NOTTE VERDE AgriCultura & Sviluppo Sostenibile, V edizione

Castiglione d’Otranto, 31agosto 2016

Preludi: 28, 29, 30 agosto

Nell’anno nazionale dei cammini, la quinta edizione della Notte Verde si mette letteralmente a camminare, a piedi, lungo le strade della biodiversità salentina.

La Marcia del Seme partirà da Lecce il 29 agosto e si snoderà lungo diversi itinerari, facendo tappa presso le realtà che custodiscono le storiche varietà agricole locali, per giungere, poi, dopo tre giorni, la sera del 31 agosto, a Castiglione d’Otranto. Qui, i semi presi in consegna durante il percorso saranno donati al Vivaio della Biodiversità di Casa delle Agriculture Tullia e Gino, dando il via simbolicamente alla Notte Verde.

Ideata dall’associazione Albero Maestro, voluta dal Parco Otranto-S.M. di Leuca, Salento Km0 e Casa delle Agriculture, la Marcia del Seme è realizzata da Made for Walking, Salento Verticale, Città Fertile, Sunergy (Impresa microfotovoltaico) e Salento Bici Tour.

Nella tre giorni di preludio, dal 28 al 30 agosto, il confronto sui nuovi contadini farà tornare a Castiglione d’Otranto il genetista di fama mondiale Salvatore Ceccarelli e riempirà il centro storico di laboratori pratici.

Tema centrale del 31 agosto sarà l’economia solidale, declinata nelle forme dell’autoproduzione, della sostenibilità, delle resistenze. La Notte Verde vi condurrà in questo approfondimento innazitutto attraverso la lezione magistrale di Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, sulla Sovranità dei Popoli e Sovranità dell’Economia. Poi, lo farà attraverso il ciclo di film L’economia cambia? Cambia l’economia! Proiezioni intorno al mondo promosso da COSPE Onlus e, ancora, con il ritorno del Mercato Comune dei Frutti Minori e le tecniche, le pratiche e le visioni che questo territorio sa raccontare.

Per cambiare passo, c’è bisogno di tutti: quest’anno, durante la Notte Verde verrà lanciata la raccolta fondi dal basso per l’acquisto di un mulino a pietra per la macinatura di qualità dei cereali antichi. Il Salento ne ha bisogno.

PRELUDIO ALLA NOTTE VERDE

Piazza della Libertà e centro storico di Castiglione

Domenica 28 agosto

h. 20, Mescolate Contadini Mescolate, dialogo con Salvatore Ceccarelli, genetista e ispiratore del miglioramento genetico evolutivo e partecipativo;

Apertura GAP (Gruppo Acquisto Popolare) di Casa delle Agriculture;

Le Interazioni Culinarie;

Il Comune di Andrano sarà presente con un tavolo di interazione con la comunità per presentare il lancio della campagna “Comune Non Avvelenato

Selezioni musicali, dj Rifuggio

29, 30, 31 agosto dalle ore 19

Laboratori di sostenibilità ed autoproduzione (*)

(nelle case dismesse del centro storico trasformate per l’occasione in botteghe)

  • Creazione dell’orto sinergico monumentale in Piazza della Libertà, realizzato da Casa delle Agriculture in collaborazione con Coop. Sociale L’Adelfia. Progetto realizzato dall’architetto Gino D’Andrea.

  • Diventa Casaro: tecniche casearie, lavorazione artigianale del latte dalla giuncata alla ricotta, a cura di Antonio Ligori di Azienda Agr. Sciacuddhri.

  • Tecniche artigianali di distillazione degli olii essenziali con distillatori autocostruiti a vapore diretto, a cura di Mauro e Luca Mauramati di Azienda Agr. Madreverde

  • Tecniche di intreccio di fibre naturali, con Fabrizio Contaldo e Ippazio Panico

  • Tessitura di cotone, seta e lana, a cura del Centro Cultura Popolare di Melpignano diretto da Mariella Savierno.

  • Costruzione attrezzi e macchine agricole non motorizzate (A.M.A. NO OIL): fabbricazione e dimostrazioni pratiche della fresatrice manuale e di altri attrezzi agricoli non inquinanti, a basso costo, in grado di rendere agevole e dolce il “ritorno alla terra”.

(*) alcuni laboratori sono a numero limitato, con prenotazione obbligatoria e con un contributo di partecipazione.

Per informazioni 328.9605662 info@casadelleagriculture.it)

Le mostre

  • Mediterraneo… Il silenzioso pensiero dei paesi, di Giuseppe Alessio

  • Salento Selvaggio, fotografie tratte dal Nostro Giardino Mediterraneo, di Teo Fotografo d’Arte

  • Paesaggio, di Rosario e Salvatore Surano

Laboratorio multiculturale Rapsodia di Voci, a cura di Gaetano Fidanza in collaborazione con i richiedenti asilo del Cas (Centro accoglienza straordinaria) di Montesano Salentino e dello SPRAR di Andrano.

Le interazioni culinarie e il Gap

Lezione aperta sull’agricoltura del domani (30 agosto, h 20, piazza della Libertà): La microbiologia del suolo, la biodiversità invisibile. Un universo nascosto e indispensabile per la natura. Nell’incontro con Jodice e Roberto Polo (agronomo), si mostreranno al pubblico i significativi risultati raggiunti nel contrastare il CO.DI.RO degli ulivi mediante l’attività di selezionate comunità microbiche.

NOTTE VERDE, 31 agosto

h 20, Piazza della Libertà

Arrivo della Marcia del Seme: Consegna dei semi marcianti al Vivaio della Biodiversità di Casa delle Agriculture, direttamente dalle mani del capofila del progetto Biodiverso, dott. Pietro Santamaria;

Benvenuto di Donato Nuzzo, presidente Caasa delle Agriculture Tullia e Gino;

Introduzione di Francesco Minonne (presidente onorario Notte Verde 2016, componente del comitato esecutivo del Parco Otranto – S.M. Leuca);

Saluti del Sindaco del Comune di Andrano, Mario Accoto.

h 20.45

Sovranità dei popoli e sovranità dell’economia

Lezione magistrale di Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale

Dal libro “Gli inganni della finanza. Come svelarli, come difendersene”: “La sovranità appartiene al popolo, allora come è possibile che le decisioni dei governi seguano le leggi dell’economia? Il neoliberismo sta ingurgitando tutto quello che trova sulla propria strada, per resitituirlo sotto forma di privatizzazione e liberalizzazione. Libertà o schiavitù? La scelta è adesso o mai più”.

Le strade della notte verde

  • Strada maestra della biodiversità (Via Don Sturzo)

La riproduzione delle nostre specie autoctone e il recupero della biodiversità cerealicola, orticola, frutticola. Saranno a disposizione anche le piantine biologiche provenienti dal Vivaio della Biodiversità per la piantumazione dell’orto autunnale e in mostra l’agrobiodiversità di Casa delle Agriculture. Tra i custodi della biodiversità presenti: Presenteèfuturo, Salento Km0, Banca dei Semi Salentini, Coop. Comunità Jemma di Zollino

  • La Strada della Canapa (Via Pisanelli)

La strada laboratoriale è dedicata alla canapa, in molte delle sue tante possibilità. Sarà presente un grande laboratorio di autocostruzione con canapa e materiali naturali per testimoniare la riscoperta della costruzione partecipata. Percorsi di trasformazione da fibra a filato e poi in tessuto; la sperimentazione del composto calce canapa; il risvolto alimentare con i suoi tanti utilizzi. Con Parco dei Paduli (Lab. LUA), South Hemp Tecno, SHUD Sustainable Design Studio, Az. Tessile Tre Campane, Mexapia Style, FederCanapa, Fornace San Giuseppe, Imma Longo, Casa delle Agriculture

  • La Strada del Parco Costa Otranto – S.M. Leuca

Grande mostra pomologica dei frutti minori del Parco ed altra biodiversità agraria del Salento; laboratori dei laboratori JOY WELCULT e SAC Porta d’Oriente;

h 22.30 I Dialoghi del Parco (Corte de Matteis, via Manara):

Processi di salvaguardia ambientale attraverso la tutela e la diffusione della biodiversità locale: tra gli ospiti Sandro Scollato di AzzeroCO2, modera Luisella Guerrieri.

Le opportunità del nuovo PSR (Piano Sviluppo Rurale) per le aziende agricole del Parco: tra gli ospiti Sergio Falconieri e Andrea Panico, modera Nicola Panico (Presidente Parco Otranto – Leuca).

  • La Corte del Ponte Generazionale (Corte vico via don Sturzo)

Un forno a pietra acceso per tutta la Notte: le donne dell’Auser insegneranno a panificare con lievito madre e a cuocere il pane ottenuto dalle farine di cereali antichi coltivate da Casa delle Agriculture. I nonni della nostra comunità offriranno saperi per tramandare mestieri. A cura dell’Assaciazione Auser Ponte di Andrano.

  • La Terra che Cura (Corte piazza/angolo via Menotti)

Orti, agrumeti, pollai: il contatto con la terra per tornare a star bene. Sono i percorsi avviati sul territorio per e con i pazienti psichiatrici. Accogliamo le più importanti esperienze del Salento con laboratori, mostre, bioconvivio, degustazione prodotti e confronti.

h 22 I Dialoghi “La Terra che cura”: le realtà di Coop. L’Adelfia, OrtoPorto (Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica – C.S.M Lecce ASL Lecce), Coltiva Te Stesso (Centro Diurno – C.S.M. Campi S.na ASL Lecce), Made in Psichiatria (Volontari Avo Maglie e U.O. S.P.D.C. Scorrano ASL Lecce)

Con Maria Mazzone, presidente onoraria coop. L’Adelfia; dott. Sergio Longo, resp. OrtoPorto; dott.ssa Paola Calò, Direttore Centro Salute Mentale Campi Salentina; dott. Francesco Macrì, responsabile U.O. Psichiatria Scorrano.

  • I Luoghi delle Interazioni Culinarie

Il cibo come elemento imprescindibile di dialogo. Rigorosamente biologico e a metro zero. La trasformazione sapiente sarà a cura di Casa delle Agriculture, che quest’anno si avvarrà della partecipazione di cuochi e di barman del nostro territorio e coinvolgerà i migranti ospiti del paese.

  • Il Mercato Comune dei Frutti Minori (via Italia)

Il Mercato è inteso come alimentazione della rete di condivisione di buone pratiche agricole, economiche ed etiche: in esposizione le migliori realtà del territorio nella produzione “senza veleni” di ortaggi, prodotti da forno, cereali, farine, olio, vino, formaggi, confetture e altri prodotti dell’agricoltura biodinamica, organica, biologica e naturale.

  • La Strada dell’Ecoartigianato

Piccoli laboratori di pratiche artigianali. Tecniche antiche da riscoprire per utilizzi contemporanei. Tra i laboratori anche un’installazione dedicata alla Notte Verde a cura della Bottega Branca.

  • Laboratori per adulti e bambini (Piazzale Chiesa S. Michele Arcangelo)

Giochi, terra e fantasia: angolo di agrodidattica a cura di Pollicini Verdi, AgriLudoTerra Lecce.

  • Proiezioni intorno al mondo (Corte Via Italia)

L’Economia cambia? Cambia l’economia!” a cura di COSPE Onlus

Proiezione di videoclip e di documentari sulle esperienze – italiane e internazionali – di economia sociale e solidale. Un’occasione per conoscere alcune realtà che stanno cambiando il modo di fare economia. L’evento presenta alcuni video del progetto SUSY – SUstainable and Solidarity economY e (in anteprima) alcuni cortometraggi del Terra di Tutti Film Festival, un festival di documentari e cinema sociale del sud del mondo, che festeggia la X edizione a Bologna dal 12 al 16 ottobre 2016. È un viaggio di immagini che parte da Castiglione e dal Salento per arrivare al resto del mondo.

Le proiezioni saranno aperte da una breve introduzione a cura di Elisa Delvecchio (progetto SUSY); Virginia Meo, (ricercatrice SUSY); Jonathan Ferramola (Direttore artistico Terra di Tutti Film Festival).

Proiezioni:

h. 22.00: Esperienze di Economia Solidale in Italia: Salento (8’); Emilia Romagna (7’); Marche (8’); Toscana (6′)

h. 22.40: Esperienze di Economia Solidale nel Mondo: Palestina (10’); Tunisia (8′)

In anteprima nazionale dal Terra di Tutti Film Festival

h. 23.00: Extraordinary People (Turkey – 40 minutes)

h. 24.00: Palmas (Brasil – 58 minutes)

www.solidarityeconomy.e

http://www.terradituttifilmfestival.org/
http://www.cospe.org

  • Concerti (Piazza della Libertà e in altri luoghi del centro storico)

Concerto per campane e orchestra, di Angelo Urso; Rapsodia di voci, di Gaetano Fadanza

  • Performance musicali

Ciccio Zabini, cantautore salentino; Fonarà, stornelli tarantolati; P40, menestrello salentino; Ombrass, live brass band

  • La buona pratica

A conclusione della Notte Verde, pulizia collettiva delle strade e delle piazze del paese

…….

La Notte Verde è cura di

Casa delle Agriculture Tullia e Gino e Comitato Notte Verde

L’Associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino opera dal 2011 con gli obiettivi di ridare vita ai terreni abbandonati, ripopolare le campagne e restituire loro bellezza, generare economia sostenibile e rafforzare i vincoli di comunità. Con la sua attività costante e documentata, ha reso la piccola comunità di Castiglione d’Otranto (Le) simbolo e modello di una rinascita possibile di un territorio, partendo dalle pratiche di agricoltura organica, di attivazione sociale, politica e culturale dei cittadini. L’associazione, tramite i suoi volontari, coltiva circa dieci ettari concessi in comodato d’uso gratuito da privati e lavora al recupero di sementi di cereali e orticole altrimenti destinate alla scomparsa. Agisce da sempre in maniera corale e dal basso, aggregando nei diversi percorsi intrapresi singoli cittadini, altre associazioni, diverse istituzioni (Comuni, Parco regionale Otranto-S.M.di Leuca, Università del Salento, Regione Puglia). Grazie alla sinergia con istituzioni e altre associazioni, ha creato il Parco Comune dei Frutti Minori, bonificando dai rifiuti i tratturi. Inoltre, organizza incontri con esperti ed eventi legati alla promozione della biodiversità. L’ultima impresa è la creazione del Vivaio delle Biodiversità che in poco tempo è divenuto punto di reperimento fondamentale della biodiversità territoriale.

Info:

Web: www.casadelleagriculture.it

mail info@casadelleagriculture.it

facebook: casadelleagriculturecastiglione

notteverde agriculturaesvilupposostenibile

parcodeifruttiminori

twitter #CasaAgriculture

Ufficio Stampa: Tiziana Colluto 348.5649772, tizianacolluto@gmail.com

Coordinamento laboratori di autoproduzione: Diego Margarito (328.9605662)

Coordinamento Mercato dei Frutti Minori: Agnese dell’Abate (320.9221635)

Coordinamento Strada Artigianato: Fabrizio Contaldo (327.8308551)

GAP Casa delle Agriculture: Annastella Nuzzo (320.2956454), Giusy Fiorentino (328.1714373)

Una piccola arca della biodiversità

di Paolo Cacciari

in occasione dell’inaugurazione del Vivaio della Biodiversità di Casa delle Agriculture

Castiglione d’Otranto, 5 giugno 2016

La campagna per la libera riproduzione delle sementi e per la libera semina ha un valore pratico, materiale – la conservazione della biodiversità – e un significato generale politico e simbolico. Si iscrive nel grande ambito della difesa dei cicli naturali e delle libertà fondamentali individuali. Nella misura in cui la Terra è la madre di tutti i beni comuni, i semi sono la potenza della vita contenuta nella Terra. Vandana Shiva ce lo ha ripetuto mille volte. La biodiversità è la democrazia della Terra perché rimanda alla sovranità dei popoli, alla loro autodeterminazione alimentare, alla diversità delle culture, alla pluralità delle scelte dei percorsi di sviluppo.

Un vivaio locale è una piccola arca della biodiversità. Una banca viva del patrimonio genetico di un ecosistema territoriale. La base delle conoscenze della natura dei luoghi. C’è chi ha detto che le case della biodiversità sono le “università del recupero del sapere” (Gustavo Duch). Il punto da cui partire per riallacciare il filo spezzato tra esseri umani e cicli della vita. Per rigenerare il ”ricambio organico tra uomo e natura” (per dirla con le parole di Carlo Marx, che ecologo non era). Per creare integrazione tra ecosistemi ed economie territorializzate. La cura della biodiversità è parte fondante dei progetti di autogoverno comunitari. Le norme giuridiche, tecnologiche ed economiche che introducono barriere alla autoproduzione e alla libera diffusione dei semi (cioè alla riproduzione della vita) sono un pericolo ecologico e un’ingiustizia sociale. Non c’è esagerazione nel dire queste cose, non c’è retorica. E’ così, semplicemente!

Viviamo in un mondo ridicolo, se non fosse tragico. Il sistema socioeconomico in cui viviamo ha elevato la libera circolazione delle merci (e del denaro) a principio universale supremo. Ostacolare il libero commercio (vedi il proliferare degli accordi transnazionali di libero scambio) è delittuoso, va contro il “progresso”. Ma, stranamente, questo principio non si applica ai semi, ai saperi e agli stessi esseri umani. In questi campi vigono le leggi dei brevetti, del copy-right, delle nazionalità. La “nuda vita” non ha diritti in quanto tale, ma solo se viene espropriata, se qualcuno se ne impadronisce e la ingabbia dentro qualche categoria giuridica ed economica, se viene, cioè, mercificata. Persino il genoma umano acquista un valore sociale solo se entra come fattore di produzione di una qualche impresa economica. I beni comuni, cioè di tutti, pubblici e condivisi equamente (res communes omnium), sono stati annullati e derubricati a “beni di nessuno”, appropriabili da chi offre più denaro (res nullius cedit primo occupanti). Tutto deve essere commerciabile, scambiabile sul mercato. I cicli vitali e gli stessi esseri umani o sono funzionali alla valorizzazione economica o non sono portatori di diritti in quanto tali. Nemmeno quello di riprodursi e di muoversi liberamente.

Per impedire che le vite possano generarsi e rigenerarsi liberamente creano confini ed alzano barriere, emettono passaporti. Ciò che sta avvenendo lungo i confini del mondo più ricco e industrializzato, più “avanzato” e “civilizzato”, è semplicemente vergognoso. Si sta consumando il più grande eccidio di massa in tempo di pace che la storia abbia mai conosciuto. Tra Messico e Stati Uniti, nel Mediterraneo, sui Balcani, attorno all’Australia e altrove. E’ stato messo in atto un sistema di apartheid globale tanto odioso, quanto brutale e inutile. Il segno palese del fallimento delle promesse della democrazia liberale fondata sull’idea dei diritti umani individuali e universali. Cioè, uguali per tutti. La fine dell’ipocrisia occidentale ed anche della nostra innocente, stupida buonafede. Noi possiamo andare dove vogliano, ma voi no. Noi possiamo comprare petrolio e “beni coloniali” al prezzo che decidiamo noi, ma voi non potete rendervi autonomi. Sergio Cabras nel suo bel libro Terra e futuro, racconta come Henry Kissinger negli anni ’70 abbia pianificato la distruzione dell’autosufficienza alimentare dell’Africa e dell’Asia. Una nuova forma di imperialismo – economico – ha affiancato quello militare. Noi, occidentali, possiamo delocalizzare i lavori sporchi, pericolosi e mal pagati, ma voi Terzo Mondo non potete venire a lavorare qui, se non selezionati per quote, skins professionali, religioni… Questa asimmetria di potere determinata dallo squilibrio gigantesco dei rapporti di forza esistenti produce i disastri che vediamo: sociali ed ambientali, assieme. Il più lucido libro di economia politica uscito ultimamente è la Laudato si’ di Bergoglio.

Dobbiamo quindi sottrarci a questo sistema di cose. Partendo dal “lavoro del pane”, come Tolstoj chiamava le attività volte alla sussistenza. Partendo dalla agricoltura. Dalla ri-territorializzazione delle produzioni primarie. Reimparando a fare le cose di cui abbiamo bisogno con ciò che abbiamo a disposizione. L’autarchia (se intesa nel suo senso etimologico di autogoverno) non è una brutta parola. Mi pare che Alberto Magnaghi invochi una forma di autosviluppo locale basata sulle “retro-innovazioni”. Che cosa è più avanzato: immaginare produzioni agricole sempre più serializzate, povere e inquinanti, oppure a più alta intensità di lavoro contadino qualificato? E’ più progressista consentire che le 6 Big Pharma companies continuino la rapina dei semi con i brevetti e le royalties, o che i 3 miliardi di contadini che ancora popolano la terra possano continuare a vivere nei loro campi?

Sappiamo bene che non è facile sottrarsi alle leggi del mercato, “strappare” i contadini dalle grinfie delle agrochimica “tutto compreso” (dal seme ai fitofarmaci, dal trattore all’assicurazione). Per invertire la rotta bisogna andare contro vento. E i condizionamenti non sono solo economici, sono anche culturali e psicologici. Per disubbidire alle logiche dominanti bisogna fare molta fatica. Reimpossessarsi di saperi diffusi, esperenziali spesso andati perduti e aggiornarli continuamente. Il sogno delle industrie agroalimentari è una agricoltura senza terra e senza contadini, con tante macchine e pochi operai agricoli. Mettere in pratica un altro modello che stia in piedi anche economicamente non è facile, ma i successi (almeno statistici) del biologico sono incoraggianti. La visione di insieme che deve guidare la riconversione dell’agricoltura è l’idea di un nuovo patto sociale tra città e compagna. Un “patto di fornitura” alla pari tra contadini e cittadini, tra produttori e consumatori che non abbia solo come obiettivo il “mangiare sano”, ma la riduzione dell’impronta ecologica delle città, la tutela idrogeologica e paesaggistica, la lotta al surriscaldamento del pianeta. Il regime delle acque e il sistema energetico, la qualità dell’aria e la tutela dei beni comuni sono interdipendenti.

Ci sono dei segni che devono farci sperare nella possibilità del cambiamento. La Biennale di Architettura in corso a Venezia ha selezionato (tra i 20 migliori progetti italiani) il Parco dei Paduli. La campagna per una legge sull’agricoltura contadina ha raggiunto le aule del Parlamento. La Rete nazionale dell’Economia Solidale annovera sempre nuovi Distretti e Filiere produttive. Troppo spesso mi sono accorto che tra i pionieri dell’altra economia non ci si rende conto dell’importanza delle cose che vengono fatte. Il Vivaio di Castiglione, ne sono certo, diventerà un modello di riferimento per molte altre realtà.

Vivaio della Biodiversità

 Il primo vivaio della biodiversita’ locale, tutte le piante provengono da semi biologici e biodinamici e  selezionati dai contadini stessi.

manifesto notte verde-3.indd
grafica: Mauro Bubbico per Casa delle Agriculture

RIAPPROPRIAMOCI DELLE NOSTRE VARIETA’ E DEI NOSTRI SEMI 


SOVRANITA’ALIMENTARE, BASTA CON L’ AGROCHIMICA

Il Vivaio della Biodiversita’ si trova a Castiglione in Via Vecchia Lecce (zona Curteddhra)

Ass. Casa delle Agriculture Tullio e Gino in collaborazione con Parco Otranto -S.M. Leuca e Salento Km0

Passa a trovarci, prenota, informati : Annastella 320 2956454, Dalila 328 7360408, Donato 320 0710681

ORTO ESTIVO (Piante disponibili)

Pomodori:  Regina torre guaceto, Regina Montalbano, Fiaschetto Quintino, Pomodoro leccese Roberto Polo, Pomodoro Leverano,  Serbo Roberto Polo, Seccagno, Invernale Martano, Invernale Aradeo, Chiatto Aradeo, Giallo con pizzo invernale Carpignano, Rosso col pizzo, Tondo leccese estivo, Mandura estate, Sanguigno d’Estate, Neviano Estate, Datterino Galatina, Racalino
Peperoni:  Sigaretta dolce, Medio piccante, ruggianese dolce
Melanzana nera
Lattuga romana estate , Insalata 4 stagioni
Zafferano locale
Basilico italiano, basilico greco, prezzemolo
Anguria gialla del salento
Zucchine: Diamante, San Pasquale, Greyzini
Meloncello, Cucumarazzu
Zucca gialla liscia e Zucca verde di Napoli

Vuoi coltivare  in modo sostenibile ? Vuoi capire cosa pianti e cosa mangi? Vuoi aprire il tuo orto e il tuo palato allo sterminato patrimonio di biodiversita’ salentino?

I canali di distribuzione agricoli sono quelli convenzionali, che sono al soldo delle grandi multinazionali e propongono il pacchetto completo del piccolo chimico (concime, fitofarmaci e diserbante per non far fatica), espropriano il coltivatore dal diritto di riprodurre i semi, vendono varietà di piante e semi di cui non si sa niente.

Come organizzatori della Notte Verde e promotori di quella rete territoriale, che vorremmo crescesse insieme a noi e alle nostre pratiche, avvertiamo sempre di più la necessità diffusa e concreta di adottare un modello agricolo completamente differente da quello in atto, che ha portato all’abbandono e all’avvelenamento progressivo delle nostre terre.

IL VIVAIO DELLA BIODIVERSITA’ non è azione isolata. Nasce all’interno del Parco Comune dei Frutti Minori, parco diffuso in continua espansione della biodiversità locale e della bellezza partecipata.  Nel 2014, le strade di campagna di Castiglione sono state bonificate da circa 100 tonnellate di rifiuti, rigenerate e poi piantumate con alberi da frutto della nostre più antiche varietà locali attraverso delle azioni collettive condotte con artisti,attivisti e pensatori. Il Parco si integra con le terre private, concesse in comodatod’uso dai cittadini di Castiglione.

TERZA SEMINA COLLETTIVA DELLA CANAPA

Immagine 4

Domenica 3 aprile, ore 9 – 16

Castiglione d’Otranto (Le), via vecchia Lecce, zona Curteddra

MARIO CAPANNA ALLA 3° SEMINA COLLETTIVA DELLA CANAPA

Sarà Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici e animatore delle lotte del ’68 italiano, a dare il via alla terza edizione di “Canapa, ritorno al futuro”, la semina collettiva della canapa industriale sui terreni strappati all’abbandono.

Appuntamento, dunque, domenica 3 aprile, a partire dalle ore 9 e fino al primo pomeriggio, in zona Curteddra, in via vecchia Lecce, a Castiglione d’Otranto.

Il lavoro di reintroduzione di questa coltivazione scomparsa da decenni nel Salento è una tappa fondamentale del percorso di recupero della ruralità avviato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino. A credere nella sfida anche il Comune di Andrano e il Parco naturale regionale Otranto-S.M. di Leuca, che hanno concesso il proprio patrocinio alla manifestazione.

La giornata di semina sarà anche l’occasione per alimentare la partecipazione al referendum sulle trivellazioni di domenica 17 aprile. Durante i dialoghi, infatti, verrà lanciato l’appello a votare Sì da parte di giuristi, attivisti e amministratori pubblici. La mobilitazione serve a bloccare il rinnovo di concessioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa, ma anche a rendere più chiaro il messaggio di fondo: il destino dei nostri mari non può essere quello di ospitare piattaforme di estrazione e non può finire nelle mani di multinazionali.

Programma. L’appuntamento con la semina a mano è fissato per le ore 9, in zona Curteddra, a Castiglione. Alle 11, tra gli ulivi, si terranno i dialoghi sul futuro della canapa e il recupero della biodiversità salentina. Dopo i saluti di Raffaele Colluto, assessore all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Andrano, e di Rachele Invernizzi, proprietaria di South Hemp Tecno (il primo centro di trasformazione del Mezzogiorno), a confrontarsi saranno Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici; Nicola Grasso, docente di diritto costituzionale presso l’Università del Salento; Rocco Botrugno, attivista di Casa delle Agriculture. Alle ore 12,30, al via la tavolata contadina, con il pranzo a base di canapa e cibi locali. A seguire, il concerto dell’orchestra dell’integrazione, “Rapsodia di voci”, diretta da Gaetano Fidanza e con la musica dei migranti ospiti dei centri Sprar del Salento.

Le dichiarazioni di Mario Capanna per l’occasione: «Non esiste altra pianta – spiega Mario Capanna – che abbia una così grande ricchezza di benefici come la canapa. Basta pensare agli apporti di Omega3 e Omega6 o al fatto che con le sue radici fissa l’azoto dell’aria nel terreno e si autofertilizza. Anche la Costituzione americana è scritta sulla canapa, visto che la carta che se ne trae è incomparabilmente migliore di quella che si ricava dal legno. Pochi sanno che, fino agli anni ’50, l’Italia era il primo produttore europeo di canapa, un primato deperito a causa dell’avanzata delle fibre sintetiche e del proibizionismo. Questo è il momento della riscoperta. Io credo che la ripresa sistematica della coltivazione possa permettere all’Italia di recuperare un ruolo strategico in campo agroalimentare».

Cos’è “Canapa, ritorno al futuro”. “Canapa, ritorno al futuro” è la sfida che ogni anno viene lanciata sulla coltivazione di questa pianta. I suoi semi vengono messi a dimora sui campi recuperati lungo il “Parco comune dei frutti minori”, un parco periurbano creato dal basso due anni fa dai cittadini di Castiglione d’Otranto attraverso la bonifica dei tratturi e la piantumazione di alberi da frutto in via d’estinzione. L’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino sta provando a riscattare l’avvenire delle campagne incolte, concesse dai proprietari agli attivisti con la formula del comodato d’uso gratuito. L’obiettivo è sottrarre quei fondi a degrado, incendi, abuso di chimica e aggressioni edilizie attraverso la coltivazione di varietà di antichi cereali, ortaggi, leguminose.

La canapa, il miracolo della terra anche nel Salento. Il primo campo di sperimentazione della canapa nel Leccese è sorto due anni fa a Castiglione d’Otranto, grazie anche alla collaborazione del Comitato Notte Verde, di Assocanapa, South Hemp Tecno, Comune di Andrano e Parco regionale Otranto-S.M. di Leuca. È stato quello l’anno della svolta in tutta Italia, con oltre mille ettari coltivati e una produzione record di paglie, mentre il 2015 è stato difficile in tutta Europa a causa delle condizioni meteo. La pianta è considerata “il maiale vegetale”, perché di questa nulla si butta via: idonea per la produzione di tessuti, alimento ricco di proprietà sulle tavole. Inoltre, è materiale d’avanguardia anche nella bioedilizia e la pianta è utilissima nella rotazione perché rigenera i terreni e li disinquina, grazie alle profonde radici nelle quali trattiene eventuali metalli pesanti. Per la sua crescita non ha bisogno di acqua, concimi e diserbanti e questo si sposa appieno con la battaglia contro i pesticidi avviata da Castiglione con la prima petizione italiana contro l’uso di chimica in agricoltura.

Info: Tiziana Colluto, Ass. Casa delle Agriculture Tullia e Gino

348/5649772, tizianacolluto@gmail.com