Il senso di un impegno

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Azione collettiva, foto A. Coppola

Il territorio del Sud Salento ha visto negli ultimi anni 30 anni l’abbandono progressivo delle terre e della cultura rurale. Negli anni ’80 scompare la coltura del tabacco, che per anni ha monopolizzato la produzione agricola. Si assiste a una nuova ondata migratoria, che spopola la rete fitta, solidale e popolosa dei nostri paesi. Le uniche prospettive partire per studiare e lavorare o arruolarsi nelle forze armate. In ogni caso lontano da qui.

Ettari ed ettari di campagna di uno dei più bei lembi di terra d’Italia, diventano un fardello da mantenere. Il patrimonio di conoscenze e di biodiversità tramandato per millenni evapora sul cemento delle zone industriali deserte, negli oliveti trattati massicciamente con diserbanti chimici, nei terreni svenduti in modo mafioso che diventano ricettacolo abusivo di ogni veleno, inquinando le terre e il fragile sistema di falde acquifere salentino. Le statistiche recenti dei tumori nella provincia di Lecce parlano di uno del più grande incremento in Italia negli ultimi anni, più delle zone di Taranto e del brindisino tradizionalmente legate all’idea di inquinamento ambientale. Un’immagine molto diversa, purtroppo, da quella che si vende per fini turistici al resto d’Italia e al mondo.

Nonostante il deterioramento sociale e lo spopolamento delle aree rurali, a Castiglione c’è una tradizione forte rispetto all’associazionismo e alla creatività collettiva. Per questo noi, che abbiamo deciso di restare e di costruire qui il nostro futuro, abbiamo avuto terreno fertile nel coinvolgere una comunità larga e attiva.

Casa delle Agriculture è motore del laboratorio sociale che, partendo dalla ricostruzione dei vincoli di comunità, è punto di riferimento per un territorio molto più ampio del paese stesso. Tutte le azioni che promuoviamo sono frutto di una progettazione partecipata e di un’attivazione dal basso che valorizza la terra come bene comune e orizzonte d’azione. Promuoviamo azioni intese come un creative commons sociale a cui altri gruppi intorno a noi si stanno ispirando. Proprio il cambiamento sociale che vediamo manifestarsi ci ha dato la forza in questi anni per agire volontariamente per creare le basi di un modello di sviluppo sociale sostenibile.

Lo sviluppo del progetto nasce dal basso come esigenza reale di un gruppo di giovani che hanno deciso di investire nel proprio territorio e nella propria comunità. La qualità della vita in una comunità non può passare solo dall’arricchimento di pochi all’interno di una comunità, ma da uno sviluppo sinergico e solidale che contempla tutti gli aspetti la socialità, la salute, la partecipazione ai processi decisionali… Siamo partiti senza terre, senza economie, senza rendite di posizione. Le persone della comunità ci hanno affidato i propri terreni incolti, perché dessimo loro una prospettiva, perché l’aspettativa non fosse solo il grigiore d’inverno o l’arsura d’estate.

Rendere “rito” l’avvicinamento alla terra, officiarlo con gioia, ogni volta possibile, non è un orpello. È il nostro approccio, lieve e ostinato, in punta di piedi ma con passo sicuro, in grado di farci sentire anche il respiro degli altri che ci accompagnano.

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