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Semine collettive di cereali autoctoni “Chi semina utopia raccoglie realtà”; Semine collettive della canapa “La primavera della canapa”; “Lo spirito del grano”; Semensai collettivi…

CANAPA, ritorno al futuro

SECONDA SEMINA COLLETTIVA DELLA CANAPA

per celebrare la giornata internazionale delle lotte contadine

Domenica 19 aprile, ore 9 – 16

Castiglione d’Otranto (Le), via vecchia Lecce, zona Curteddra

Seminare il futuro, anche attraverso la reintroduzione di una coltivazione scomparsa da decenni nel Salento leccese: a Castiglione d’Otranto, domenica 19 aprile tornerà, per la seconda edizione, la semina collettiva della canapa industriale. Una festa rurale, che sarà anche l’occasione per celebrare la Illustration_Cannabis_sativa0giornata internazionale delle lotte contadine” (17 aprile), attuale come non mai quest’anno nel Salento in trincea a difesa dei suoi ulivi.

Canapa, ritorno al futuro” è un percorso che si inserisce nell’itinerario del “Parco comune dei frutti minori”, un parco periurbano creato dal basso un anno fa dai cittadini di Castiglione attraverso la bonifica dei tratturi e la piantumazione di alberi da frutto in via d’estinzione, come diverse specie di fico, gelso, sorbo, giuggiolo. Tramite il recupero di terreni privati incolti e ceduti in comodato d’uso gratuito, l’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino sta ridando storia, economia, odori e colori a quelle campagne, coltivando varietà di antichi cereali, pomodori, leguminose e, appunto, anche la canapa. canapa cresciuta

Dopo il campo di sperimentazione seminato nel 2014, la sfida sulla canapicoltura non si ferma, grazie anche alla collaborazione del Comitato Notte Verde, di Assocanapa, South Hemp Tecno (il primo centro di trasformazione del Mezzogiorno), Comune di Andrano e Parco regionale Otranto-S.M. di Leuca.

Programma. L’appuntamento con la semina a mano è fissato per le 9.30, in zona Curteddra, su via Vecchia Lecce, a Castiglione. Alle 11, tra gli ulivi, si terranno i dialoghi sul futuro della canapa e il passato e presente delle lotte contadine, con Mario Accoto, sindaco di Andrano; Rachele Invernizzi, responsabile per il Sud di Assocanapa e titolare della South Hemp Tecno; Pati Luceri, docente e cultore di studi sulla resistenza; Luigi Coppola, artista e attivista di Casa delle Agriculture. Alle ore 12,30, infine, la tavolata contadina, con il pranzo a base di canapa e cibi locali.

La giornata internazionale delle lotte contadine. Nel Salento che torna a difendere i suoi ulivi e la sua agricoltura, a Castiglione d’Otranto non si poteva non celebrare la giornata indetta da Via Campesina, a tutela del lavoro nei campi e della sovranità alimentare dei popoli. È nata per commemorare l’anniversario del massacro di Eldorado dos Carajás del 17 aprile 1996, quando la polizia massacrò 19 lavoratori del Movimento brasiliano dei Sem Terra, ferendone altri 69. Ogni anno, la mobilitazione mondiale serve a rafforzare e praticare il diritto alla terra e ai territori, spesso schiacciati dagli impatti delle imprese transnazionali e dai trattati di libero scambio. Anche il Leccese ha vissuto la resistenza dei braccianti, con le lotte dei primi del Novecento e del secondo dopoguerra, rivendicazioni a cui non di rado istituzioni e potentati locali hanno risposto con la violenza. Anche di questo si discuterà domenica, in un parallelo con le “giornate degli ulivi” di queste settimane.

La canapa, che (ri)scoperta. Il 2014 è stato senz’altro l’anno della canapa, con oltre mille ettari coltivati in tutta Italia e una produzione record di paglie. La Puglia è la seconda regione per numero di aziende (44) ed ettari coltivati (245). La pianta è considerata “il maiale vegetale”, perché di questa nulla si butta via: idonea per la produzione di tessuti, avanguardia nella bioedilizia, alimento straordinario sulle tavole, rigeneratrice di terreni e disinquinante grazie alle sue profonde radici. Per la sua crescita non ha bisogno di acqua, concimi e diserbanti. Un dettaglio non da poco per Castiglione, che ha raccolto oltre duemila firme nell’ambito della prima petizione italiana contro l’uso di pesticidi in agricoltura.

Info: Tiziana Colluto, Ass. Casa delle Agriculture Tullia e Gino

348/5649772, tizianacolluto@gmail.com

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Lo spirito del grano – 3′ edizione

  Consegna agli enti locali della prima petizione contro i pesticidi.

Castiglione d’Otranto, 26 dicembre 2014

Per il terzo anno consecutivo, torna “Lo Spirito del grano”, a Castiglione d’Otranto. L’evento è curato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino e dal Comitato Notte Verde, con il patrocinio del Comune di Andrano. Quest’anno, è abbinato alla consegna agli enti locali della prima petizione italiana contro l’agrochimica,“No alla chimica in agricoltura. Vietiamo i pesticidi nel Salento”.

Lo scorso 1° dicembre, infatti, la raccolta firme è stata ufficialmente affidata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, con relativa cerimonia a Bari. Ora, è tempo di incalzare le istituzioni più prossime al territorio, perché i 2051 “no” si trasformino in atti concreti. P1050073

Si inizia alle 18.30 con i dialoghi che si terranno nell’antica cappella dell’Annunziata.  Il tema della tavola rotonda riguarda l’impegno delle comunità e degli enti locali verso una svolta naturale da imprimere all’agricoltura salentina. Converseranno Isidoro Colluto, attivista di Casa delle Agriculture; Mario Accoto, sindaco di Andrano; Francesco Minonne, componente del Comitato di Gestione del Parco regionale Otranto-S.M.di Leucimage27a-Bosco di Tricase; Gabriele Petracca, presidente del Gal Terra d’Otranto, e Giulio Sparascio, vicepresidente del Gal Capo di Leuca. A seguire, il “Mercato Comune dei Frutti Minori”, il mercatino di prodotti rigorosamente naturali di aziende locali: ortaggi, olio, salumi, vino, formaggi, miele, salsa, frise e farine. Spazio anche all’artigianato e alla gastronomia con “Puteche aperte: vino e pezzetti”. Infine, il viaggio musicale tra le canzoni popolari del Sud Italia, “Canti e Cunti” di Alice Rolli.

Perché “Lo Spirito del grano”. Dopo l’incontro con la regista Cecilia Mangini durante la scorsa edizione e dopo la pubblicazione del documentario che porta lo stesso nome, a firma di tre attivisti locali (Donato Nuzzo, Fulvio Rimage2ifuggio e Isidoro Colluto), “Lo Spirito del grano” prosegue il suo percorso di passione per la terra e ricerca dei ritmi naturali legati alle pratiche agricole. Non è un caso che venga riproposto a Castiglione d’Otranto, comunità che sta investendo su un modello di crescita collettiva attraverso il ritorno alla terra: Casa delle agricUlture Tullia e Gino porta avanti da anni la riconversione organica dei terreni abbandonati e ceduti in comodato d’uso gratuito da anziani, vedove, emigranti. Una nuova forma di economia, ma anche una tutela del territorio attraverso buone pratiche.

La petizione, lanciata il 9 giugno 2013, è la prima in Italia contro l’agrochimica e ha macinato oltre duemila sottoscrizioni, il doppio dell’obiettivo prefissato. Si chiede «di inibire l’uso di fitofarmaci chimici, in particolar modo di quelli classificati come “tossici”, “molto tossici” e “nocivi”, e di regolamentare in maniera restrittiva l’utilizzo di quelli catalogati come “irritanti” e “non classificati” e dei fertilizzanti sintetici». I danni provocati alla salute e all’ambiente dall’uso di questi prodotti sono stati più volte certificati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Ispra.

“Ora – dicono i membri di Casa delle Agriculture Tullia e Gino – chiediamo che i Comuni, i nostri Gal, il Parco Otranto-Leuca e la Provincia di Lecce diano vita, già da gennaio, ad un tavolo tecnico finalizzato a stilare le delibere che limitino l’utilizzo scriteriato dei pesticidi. Non è utopia. A settembre, Malles Venosta è divenuto il primo Comune ‘zero pesticidi’ d’Italia, proprio nel cuore delle valli delle mele quasi sempre trattate con prodotti chimici”.

NOTTE VERDE 2014

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Dopo un’epoca di riposo, coro politico degli abitanti di Castiglione (L. Coppola, L. Botrugno)
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locandina Notte Verde 2014, Gr. Giorgiani
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mostra pomologica frutti minori

La “Notte Verde- AgriCultura & Sviluppo Sostenibile”  è un appuntamento imprescindibile per tutti coloro che si occupano di agricoltura organica, biodiversità, salute e ambiente, e provano a sperimentare buone pratiche per migliorare la vita delle persone e delle comunità, generando sviluppo etico. Non si tratta di un evento, ma di un momento di celebrazione per chiudere un ciclo di lavoro e aprirne un altro. Lo spirito che anima la Notte Verde, infatti, è il risultato di un impegno quotidiano che durante tutto l’anno coinvolge la comunità di Castiglione, impegnata nel recupero delle terre abbandonate da restituire ad un’agricoltura naturale e nella diffusione di maggiore consapevolezza e sensibilità verso l’ambiente e l’alimentazione: le semine collettive dei cereali autoctoni, la cura dei campi e degli ortaggi, la ricerca e la sperimentazione sulla canapa, le azioni di salvaguardia e recupero del paesaggio rurale, il coinvolgimento di tutte le generazioni e l’impegno pedagogico, l’attivazione di pratiche partecipative e di autogoverno, sono infatti tra le diverse modalità che segnano un percorso continuativo di impegno. Un percorso che abbraccia la complessità del nostro tempo attraverso il confronto, alla ricerca di nuovi modelli possibili e di soluzioni alla nostra portata, attraverso il dialogo tra esperienze e saperi e diversi.

Con questo spirito si inaugura il 29 agosto il Mercato comune dei frutti minori, che restera’ aperto fino al 31 dalle 16 alle 22, e diventerà a partire dal primo ottobre un mercato settimanale di prodotti organici e biologici locali. Grazie alla collaborazione con Salento Km0 e Free Home University, oltre alla presentazione dei più interessanti produttori locali, sarà la sede di incontri e seminari  per riflettere su modelli di sviluppo, produzione e trasformazione dei prodotti e sulla questione della sostenibilità economica, ambientale e sociale, sulla  biodiversità, sulla salute dell’ambiente e delle persone.

Il 31 agosto dalle 19,00 in poi, il tradizionale appuntamento con la Notte Verde per il borgo antico di Castiglione: sulla via della biodiversità attraverso la ricchezza di varietà di frutti e ortaggi della regione, sulla via della canapa a scoprire una pianta dal grandissimo potenziale, per poi confrontarsi con i tanti attivisti locali, a gustare dei piatti della cucina salentina realizzati con prodotti organici locali, partecipare al programma di concerti, spettacoli e proiezioni a tema.

Lo spirito del grano – 2′ edizione

INCONTRO CON CECILIA MANGINI

Castiglione d’Otranto, 28 dicembre 2013

Sarà Cecilia Mangini, la maestra del cinema del reale, la protagonista assoluta della seconda edizione dello “Spirito del Grano”, la manifestazione invernale che il Comiimg_archivio1261220141849tato Notte e la Casa delle Agriculture Tullia e Gino organizzano a Castiglione d’OCecilia-Manginitranto. L’evento si terrà nel centro storico, in Piazza della Libertà, sabato 28 dicembre, a partire dalle ore 18.30.

La manifestazione. Dalla passione per la terra alla ricerca dei riti intimi del Salento, “Lo spirito del grano” torna per incontrare una delle registe e fotografe italiane più degne di questo nome, Cecilia Mangini. Quello di Castiglione d’Otranto è l’unico appuntamento a cui ha accettato di partecipare negli ultimi mesi.

A dialogare con lei saranno Isidoro Colluto e Donato Nuzzo, attivisti dell’associazione che da oltre un anno, nel comune di Andrano, porta avanti, con la formula del comodato d’uso gratuito, il recupero di terreni abbandonati, dando loro vocazione biologica.

Questa esperienza, diventata punto di riferimento per una nuova agricoltura nel Salento, si confronterà con chi ha scrutato in maniera critica le periferie d’Italia negli ultimi cinquant’anni. Cecilia Mangini ha iniziato, infatti, la sua attività di documentarista al fianco di Pier Paolo Pasolini nei lavori documentaristici “Ignoti alla città (1958) e “La canta delle marane (1960).

I documentari. A Castiglione si inizierà con la proiezione del suo “Stendalì– Suonano ancora” (1960) e de “La passione del Grano”, dello stesso anno, del marito Lino del Fra’.

Il primo è dedicato ai canti funebri della Grecìa salentina. La pellicola ricostruisce uno degli ultimi esempi dell’antichissimo rito di lamentazione funebre che sopravviveva ancora, all’epoca, in questo lembo meridionale della Puglia. Il documentario contiene le immagini che la regista, all’epoca 33enne, ha raccolto e registrato a Martano.

La passione del grano”, invece, ripercorre l’antico rituale contadino della mietitura. In Basilicata, per “vendicare” la morte del grano, i contadini prima cacciavano e uccidevano un capro, poi spogliavano una donna e donavano le vesti ai campi, come augurio di fertilità. “Il mietere era avvertito come un colpevole uccidere, di cui si portava il rimorso e si temeva la vendetta: il grano sopportava una violenza estrema, pativa una passione decisiva”, scriveva Ernesto De Martino, consulente scientifico del documentario di Lino Del Fra.

Chi è Cecilia Mangini. “Il bello del documentario è capire a 360 gradi la realtà che si sta filmando, rimanendo sempre in ascolto, sempre in attesa di qualcosa che paradossalmente può arricchire il progetto originario: Quando questo evento si materializza e lo si riesce a cogliere con la macchina da presa, allora si ha in bocca un sapore di verità che nessun film di finzione può avere”. Nata a Mola di Bari nel 1927, Cecilia Mangini ha avviato la sua macchina da presa nel 1958, fianco a fianco con Pier Paolo Pasolini. Uno sguardo rivolto sempre agli ultimi, a scrutare i margini: le periferie cittadine in “Ignoti alla città (1958) e “La canta delle marane (1960), ispirato al romanzo “Ragazzi di vita; i retaggi arcaici del Salento delle “prefiche” in “Stendalì(1960); i drammi sociali legati al boom economico in “Essere donne” (1965) o in  “Brindisi ’66” (1966); la sessualità e l’aborto in “Comizi d’amore ’80”, solo per citare degli esempi. Per il suo impegno civile attraverso il cinema e la sua attività di eccellente fotografa, nel 2009 è stata omaggiata nel NodoDoc Festival di Trieste. Nel 2012, ha raccontato e sostenuto le mobilitazioni di Taranto contro l’inquinamento prodotto dall’Ilva.

Il resto del programma. La serata sarà la prima occasione in cui potranno essere scambiati i semi autoctoni che la “Banca dei semi salentina” ha iniziato a raccogliere. Un modo per recuperare il patrimonio della biodiversità orticola, frutticola e floricola di questa terra. In Piazza della Libertà si terranno, inoltre, il mercatino biologico, degustazioni dei prodotti della campagna, canti e musiche di “Io, te e lu Pati”. Il tutto nel consueto clima corale di festa, che caratterizza ogni evento organizzato dal Comitato Notte Verde e dalla Casa delle Agriculture Tullia e Gino, così com’è stato per la Notte Verde, “Chi semina utopia raccoglie realtà” e per la presentazione della prima petizione contro l’uso dei pesticidi e concimi chimici.

CHI SEMINA UTOPIA RACCOGLIE REALTA’

foto-semina-2013-1-2 foto-semina-2013-3-2SEMINA COLLETTIVA – seconda edizione –  nov. 2013

Ridare vita ai terreni abbandonati, ripopolare le campagne, fare economia sostenibile. E, soprattutto, rafforzare i vincoli di comunità.

La sfida di Castiglione d’Otranto si rinnova e quest’anno “contagia” positivamente anche la realtà di Spongano. Torna “Chi semina utopia raccoglie realtà”, la seconda edizione della semina collettiva di antiche varietà di cerali.

A portare avanti il progetto di recupero delle terre incolte sono le associazioni “Casa delle Agriculture Tullia e Gino” e “FuturoE’Presente”, assieme al Comitato Notte Verde e al Parco regionale Otranto- S.M. di Leuca- Bosco di Tricase. Coinvolte anche le scuole di Uggiano La Chiesa e Spongano.

Le protagoniste saranno loro, le sementi delle specialità di primo farro, farro dicocco, grano tenero Gentil Rosso, Gentile Marzaiolo, Mentana, Ardito, Damiano Chiesa, Poulard di Ciano, grano duro Virgilio e Senatore Cappelli. Senza l’ausilio di macchine, si riscoprirà la pratica della semina “a ventaglio” o “a mano aperta”, come si faceva una volta, insegnata direttamente sul campo dagli anziani dell’Auser di Andrano.

Quest’anno i terreni ravvivati a Castiglione saranno campi di sperimentazione per alcune varietà completamente scomparse: Scorsonera (conosciuta come Capiniura), Timilia e Russello. Le sementi sono state messe a disposizione dalla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia.

Perché. “Crediamo che non si possa più rimandare il ritorno alla terra- dicono dalle associazioni-. E’ questione di rispetto della natura e della salute, attraverso la produzione di cibi sani e l’abolizione dell’uso della chimica. Ma quello che stiamo facendo a Castiglione, da oltre un anno, non è puro romanticismo. E’ una nuova economia, è l’incontro tra le due materie prime che nel Salento raramente dialogano: le menti e le braccia dei giovani e le terre che nessuno usa più e che, anzi, sono spesso un fardello per famiglie e agricoltori. È su quei terreni, concessi rigorosamente in comodato d’uso gratuito, che seminiamo utopia. Stiamo raccogliendo ottimi frutti: pomodori, zucchine, legumi, grano, farro.”.